Si è chiusa ieri sera, con l’incontro dedicato all’architetto Mario Cucinella, la lunga stagione di appuntamenti promossa dalla Biblioteca di Viterbo. La serata ha avuto come protagonista uno dei principali interpreti internazionali della progettazione sostenibile, invitato a raccontare la propria visione attraverso il concetto di “empatia creativa”, in dialogo con Domenico Canzoniero.







L’apertura del commissario straordinario Paolo Pelliccia
Ad aprire l’incontro è stato il commissario straordinario Paolo Pelliccia che, a nome della comunità della Biblioteca, ha rivolto gli auguri al Presidente della Repubblica per il suo ottantacinquesimo compleanno. Occasione che gli ha consentito di ricordare il messaggio di ringraziamento personale, da parte del presidente Sergio Mattarella, per la lettura del nuovo manifesto Una Biblioteca per il XXI secolo e per il dono del volume Tu non uccidere, scritto insieme a Domenico Canzoniero circa diciotto anni fa e ancora oggi di stringente attualità.
Pelliccia ha ricordato l’impegno storico della Biblioteca sui temi della legalità, unica in Italia a dedicare uno spazio permanente alla memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Nel presentare il tema della serata, ha quindi richiamato l’immagine di papa Leone XIV in visita a Lampedusa come simbolo di responsabilità condivisa, contrapponendo alla logica degli slogan un approccio costruttivo secondo cui i problemi sociali si affrontano generando opportunità concrete, non soltanto denunciandoli. È in questo quadro che ha introdotto Mario Cucinella e il suo concetto di “empatia creativa”: un’architettura human-centered che assume la responsabilità di risolvere i problemi del proprio tempo, richiamando anche le recenti suggestioni di Alessandro Bergonzoni (“medesimazione”, “capolavorare”) e dell’enciclica Magnifica Humanitas di papa Leone.
Il commissario straordinario ha poi ricordato quanti hanno sostenuto le attività della Biblioteca e ha rivolto un saluto all’ingegner Maurizio Milan ringraziandolo per il suo impegno nel progetto di solidarietà per la realizzazione di un ospedale in Sudan, voluto da Gino Strada, al quale ha generosamente contribuito anche la comunità della Biblioteca nell’ambito delle sue tante attività sociali, quali ad esempio le recenti iniziative dedicate alle malattie neurodegenerative, Parkinson e SLA, e all’organizzazione dell’incontro di Italo Leali con il Santo Padre il 9 maggio scorso in Vaticano.
L’intervento di Mario Cucinella
Nel suo intervento, l’architetto Mario Cucinella ha proposto una riflessione sul significato oggi troppo spesso svuotato della parola “sostenibilità”, divenuta uno slogan di facciata. I risultati concreti restano limitati perché il cambiamento reale richiede tempo, cultura e trasformazione dei comportamenti, non soltanto nuove tecnologie o normative. Ha citato i movimenti dei giovani quale segnale di una nuova consapevolezza generazionale, sottolineando al contempo il paradosso di un’informazione sempre più accessibile e sempre meno approfondita.
Cucinella ha ridefinito il ruolo dell’architetto quale “esploratore” chiamato a interpretare i bisogni delle persone e a tradurli in spazi: un principio che ha applicato, tra gli altri esempi, al ripensamento delle biblioteche come luoghi civici ibridi e non solo come spazi di consultazione.
Ampio spazio è stato dedicato alla critica della pianificazione urbanistica italiana, spesso basata su piani regolatori vecchi di decenni e ormai inadeguati, a favore di uno strumento più snello fondato sul dialogo e su tavoli negoziali tra pubblico e privato richiamando, come esempio di semplificazione normativa, il modello delle Zone economiche speciali (ZES). Analogo approfondimento è stato riservato al tema della casa pubblica: un patrimonio enorme ma in gran parte abbandonato, a fronte di un mercato immobiliare oggi quasi interamente nelle mani del settore privato, con il rischio di città sempre più polarizzate socialmente. Cucinella ha inoltre auspicato un “patto” politico pluriennale su pochi temi strategici – casa, infrastrutture, scuola – capace di superare la logica dei singoli mandati elettorali.
I progetti raccontati
A tenere insieme la serata è stata soprattutto la carrellata di progetti che Cucinella ha portato con sé, raccontati come tappe di un percorso personale. Si è partiti da un asilo nido pubblico realizzato in legno vicino Modena, pensato seguendo il principio, caro a Loris Malaguzzi, secondo cui l’architettura è “il terzo educatore” dopo genitori e insegnanti. Da lì il racconto si è spostato molto lontano, fino a un edificio pubblico in Ghana progettato per restare sempre in ombra e ventilato in modo naturale, senza bisogno di un solo condizionatore; una scelta che, ha ricordato l’architetto, in un paese dove l’energia costa quanto a Milano fa una differenza enorme sulla vita quotidiana delle persone.
Si è poi tornati in Italia con la sede dell’ARPA di Ferrara, undici anni di lavoro e 112 camini solari che, tra effetto serra d’inverno ed effetto camino d’estate, tagliano di circa il 40% il fabbisogno energetico per il raffrescamento. Ma è stato soprattutto il racconto di un viaggio compiuto in occasione dei suoi sessant’anni, dal sud-ovest dell’Irlanda fino all’Australia, a colpire il pubblico: dieci edifici storici scelti come tappe di un pellegrinaggio quasi personale, dai windcatcher iraniani che catturano il vento agli stepwell indiani scavati al contrario nella terra, fino al giardino subtropicale di Garnish Island, in Irlanda, costruito pazientemente nell’arco di 45 anni piantando prima cespugli capaci di resistere al vento e poi, pian piano, tutto il resto. Non è mancato un aneddoto curioso, quello del gelato offerto a Marco Polo in Persia nel 1273, ottenuto con tecniche di raffreddamento che la scienza avrebbe spiegato solo secoli più tardi.
Si è passati poi a un registro più leggero e insieme molto sentito, quello del carro di Santa Rosalia realizzato per il Festino di Palermo, seguito da alcune sperimentazioni con la stampa 3D, tra cui Tecla, il prototipo di casa interamente stampata in terra cruda, con tutte le difficoltà che questo comporta. Cucinella si è poi soffermato sull’intervento sul municipio di Peccioli, in provincia di Pisa, portato ad esempio di come il linguaggio contemporaneo possa convivere con un centro storico senza snaturarlo, e sul Museo Rovati di Milano, nato per raccontare la collezione etrusca della famiglia Rovati e il suo tema di fondo, il passaggio tra la vita e la morte.
A chiudere la carrellata, quasi naturalmente, la nuova Biblioteca Federiciana di Fano, affacciata sul mare e sviluppata insieme alla consulente bibliotecaria Antonella Agnoli; un progetto che, per la sede della serata, ha assunto anche un significato simbolico.
L’incontro si è chiuso con un confronto tra i due relatori sul valore dell’empatia creativa come chiave di lettura di un’architettura capace di ascoltare i luoghi, le persone e il pianeta come un’unica, condivisa forma di salute, richiamando il concetto di One Health già più volte al centro delle iniziative della Biblioteca.
